Se state cercando l’itinerario perfetto per trascorrere 3 giorni perfetti nella città californiana ecco i consigli che fanno per voi!
San Francisco è una città meravigliosa, avevo aspettative molto alte perchè negli anni è sempre stata il punto di riferimento di tutta una serie di situazioni, eventi che per noi europei hanno fatto storia e cultura generale.
A San Francisco mi sono sentita costantemente come se fossi su una montagna russa.

Sarà perché l’intera città si snoda su un territorio collinare con continui sbalzi di altitudine e microclimi (vi troverete a passare da 8 a 24 gradi girando l’angolo di un quartiere), sarà perché a San Francisco convivono persone e culture diversissime tra di loro, ma ho avuto l’impressione di trovarmi in un luogo con mille sfaccettature, mille anime e mille mondi diversi.

È una città piena di contraddizioni, insieme a Los Angeles è la metropoli americana in cui ho avvertito più forti il contrasto, il disagio sociale, l’indifferenza e l’avanguardia.
Da un lato auto che si muovono senza conducente (ultima frontiera dell’intelligenza artificiale) dall’altro gli invisibili, i senzatetto, persone sotto effetto di stupefacenti che si muovono per le strade come fantasmi nell’indifferenza più totale dei passanti.
Difficile non avere un opinione al riguardo, per me è stato uno shock culturale importante che difficilmente sono riuscita a comprendere ed accettare durante i miei 3 giorni nella città californiana. Soprattutto provenendo da Chicago che invece mi è sembrata molto più ovattata e divisiva tra centro e periferia.
A San Francisco no, ti trovi difronte alla sede di una delle big tech più famose al mondo mentre proprio davanti alla porta di ingresso vedi tendopoli e baracconi, simbolo di un disagio e di un dilagante problema sociale che sembra davvero difficile da contenere.
Ma non è questo blog la sede giusta per affrontare questi temi e giudicare la situazione politico sociale di San Francisco che, comunque, pare stia vivendo una crisi importante proprio per queste problematiche.
Noi abbiamo cercato di godercela, vivendo quell’atmosfera un pó hippy e pazza, frutto della convivenza tra culture, persone e tradizioni molto diverse tra loro e provando a non giudicare situazioni e circostanze che a volte sembravano davvero impossibili da ignorare.
Eccovi quindi i miei consigli per vivere 3 giorni perfetti a San Francisco!
DOVE DORMIRE
Nelle mie storie su Instagram in tanti mi avete chiesto consigli sugli hotel ed i quartieri scelti per soggiornare in città.
San Francisco non è enorme, ma dopo una certa ora è preferibile non girare a piedi per motivi di sicurezza, collegati proprio alle questioni che segnalavo nelle mie premesse.
Noi non ci siamo mai sentiti davvero in pericolo però abbiamo preso delle precauzioni, ad esempio rientrare in hotel non oltre le 21.
Nella scelta dei quartieri, quindi, ho tenuto conto della nostra esigenza di non essere “schiavi” degli orari, godermi il più possibile i quartieri che visitavamo, senza doverci porre il problema del rientro.
Sulla base del nostro itinerario, quindi, abbiamo soggiornato in due diversi quartieri ed hotel, che potremmo considerare strategici per visitare le principali attrazioni della città.
Appena arrivati abbiamo soggiornato per due notti all’Axiom Hotel, in piena Union Square, vero downtown di San Francisco e con una fermata dei cable car proprio all’ingresso della struttura!
L’Axiom Hotel è stato uno degli hotel più belli dell’intero soggiorno in America.

Un hotel pulitissimo, moderno, con camere enormi, ordinate ogni giorno ed un distributore dell’acqua in cui fare refill quotidianamente. Se pensate non sia un aspetto degno di nota, beh non siete mai stati negli Stati Uniti evidentemente!

Un’altra delle cose che abbiamo apprezzato la possibilità di avere una macchinetta del caffè con cialde e non il classico bollitore per caffè americano!


Moltissime quindi le cose che abbiamo amato di questo hotel, la posizione sicuramente che ci ha consentito di visitare a piedi quartieri come Chinatown e Russian Hill, ma anche e soprattutto la discrezione, il silenzio e l’avanguardia.

Ad esempio all’Axiom il servizio in camera era portato da un simpatico robottino!!!

L’hotel consentiva di fare anche una buona colazione a costi contenuti proprio nella bakery situata all’interno dell’hotel stesso e ginnastica usufruendo della palestra gratuitamente!



Per la seconda parte del nostro viaggio a San Francisco abbiamo invece scelto di alloggiare nel quartiere dei pescatori di Fisherman’s Wharf e ci siamo trovati benissimo allo Zephyr Hotel.

Dire che lo Zephyr Hotel si trova nel cuore del Fisherman’s Wharf non rende l’idea perché questo hotel è letteralmente sulla sua promenade, affacciato proprio sulla sua iconica ruota panoramica ed ad appena 5 minuti a piedi dal Pier 39!

Dello Zephyr abbiamo amato lo stile fresco e giovane e l’attenzione maniacale per gli spazi comuni: game room, sale conferenze, spazi all’aperto allegramente arredati con divanetti, giochi e installazioni per consentire agli ospiti di socializzare tra di loro!




La nostra esperienza preferita? Arrostire i marshmallows che ci avevano regalato al check-in. Un momento iconico che abbiamo sempre sognato guardando le serie tv americane!


Le camere dello Zephyr, poi, sono enormi, con uno tocco che ricorda quasi una nave cargo, perfettamente nello stile del quartiere dei pescatori del Fisherman’s Wharf e con una vista spettacolare fino all’isola di Alcatraz!

Sarà difficile dimenticare le albe e i tramonti ammirati dal balconcino della nostra stanza…

Ricapitolando: se starete a San Francisco per più di 3 giorni e non avete l’auto, il mio consiglio è di alloggiare in due diversi quartieri della città: Union Square/Downtown e Fisherman’s Wharf così da poter godere delle diversissime atmosfere di questi due angoli di San Francisco. Vi sembreranno quasi due viaggi diversi.
COME VESTIRSI
Siamo stati a San Francisco ad Agosto, un periodo che per la città corrisponde praticamente al nostro autunno, con temperature che difficilmente hanno superato i 22 gradi.
In alcuni punti della città ad esempio nel quartiere Mission, faceva caldo, però tendenzialmente si alternavano momenti di clima mite al gelo più totale.
Ci è sembrato quasi impossibile che San Francisco fosse in California.
Il consiglio se viaggiate durante questo periodo dell’anno è di vestirvi a strati ma di portare con voi felpe, giacche a vento e giubbotti, dubito riuscirete ad indossare sandali e ciabatte!
COME MUOVERSI
A San Francisco ci si muove prevalentemente a piedi o con i mezzi pubblici, a nostro avviso non è una città da girare in auto per il traffico e soprattutto la peculiarità delle sue ripide strade.
Per alcune cose ad esempio raggiungere il centro dall’aeroporto il modo più semplice ed efficace è affidarsi ad un Uber o un Lyft che hanno tariffe molto più vantaggiose dei taxi tradizionali.
ITINERARIO
Giorno 1
Il primo giorno del nostro itinerario è uno dei più densi di cose da fare/vedere poiché abbiamo scelto di concentrare la visita di tutte le cose interne o comunque vicino al centro città.
Dopo una buona colazione la nostra prima giornata a San Francisco inizia proprio dal primo dei quartieri in cui alloggiamo: Union Square, vero cuore pulsante della città nonché piazza principale.

A Union Square troverete fermate della metropolitana per raggiungere qualsiasi punto della città, boutique, parchi, un vecchio Macy’s ed installazioni incantevoli.

Una volta attraversata Union Square dirigetevi verso uno dei quartieri più caratteristici e importanti della città: Chinatown.

La Chinatown di San Francisco è diversa da tutte le altre che troverete sparse in tutto il mondo, perché racchiude la più grande comunità cinese al mondo fuori dai Paesi asiatici ed in effetti è davvero un tuffo nella tradizione.

Negozi, ristoranti caratteristici, camioncini di street food, laterne rosse che si muovono al vento, case e palazzi realizzati con l’architettura tipica cinese.

Impossibile non rimanere affascinati ed incantati da questo microcosmo di persone, odori e culture così diverse e lontane ma così perfettamente integrate negli Stati Uniti.



Lasciata Chinatown, dirigetevi verso quella che è stata soprannominata la strada più tortuosa al mondo: Lombard Street!

Lombard Street si compone di otto ripidi tornanti, realizzati per ridurre la pendenza della via e che oggi indubbiamente è una delle principali attrazioni di San Francisco.

In auto può percorrere solo in discesa, noi l’abbiamo raggiunta dopo una faticosa salita a piedi (vi ricordate la storia della montagna russa?) e abbiamo amato poter osservare le casette ai lati della strada, i cespugli e i fiori colorati ed una volta raggiunta la cima guardare la baia di San Francisco in lontananza dritta davanti a noi.

Consiglio: evitate gli orari di punta perché sono quelli maggiormente presi d’assalto dai turisti!
Dopo aver visitato Lombard Street ed il vicino quartiere di Russian Hill, dirigetevi verso Powell Street, all’incrocio tra Market e Powell vedrete una fermata dei cable cars che vi attende per un’altro dei momenti più iconici del viaggio.

Noterete una specie di rotatoria azionata da un manovratore: ecco questo è l’unico modo in cui è possibile ruotare e far cambiare verso ai cable cars per invertire il senso di marcia!

Il costo del biglietto per un giro su e giù con i cable car è di 7 dollari e potrete acquistarlo nei punti vendita situati proprio in prossimità delle sue fermate.
Esperienza sicuramente super turistica ma assolutamente da fare!!
Altra tappa di questa giornata a San Francisco è il quartiere Mission, decisamente il più colorato e tropicale tra quelli visitati fino a questo momento.

I colori di questo quartiere fanno parte dei tanti contrasti della città: Mission è infatti storicamente uno dei quartieri più poveri, dove il disagio sociale si è trasformato in bellezza e creatività.

Ma è anche il quartiere delle casette colorate, adornate di palme e delle strade che fanno costantemente up & down regalando ai visitatori continui affacci su una città davvero unica nel suo genere.


Personalmente sono legata a Mission perché custodisce una delle vere perle di San Francisco, nonché posto del mio cuore: il Mission Dolores Park, uno dei polmoni verdi della città, dove vedrete i locals prendere il sole, giocare all’aria aperta, leggere un libro e soprattutto ammirare downtown dall’alto con una vista spettacolare.

Attaccato al quartiere di Mission un altro dei luoghi storicamente più importanti di San Francisco, Castro!

Castro racchiude la più grande comunità gay al mondo ed è impossibile non perdersi tra i colori e la storia di questo quartiere.

È infatti proprio qui che Harvey Milk, primo politico apertamente omosessuale eletto, creó per la prima volta quello che sarebbe diventato il simbolo della comunità gay: la famosa bandiera arcobaleno!

L’eccentrica Castro va a braccetto con un altro dei quartieri più belli ed importanti di San Francisco: Haight Ashbury!

Haight Ashbury è il famoso quartiere hippy dove alla fine degli anni ‘60 i figli dei fiori diedero vita all’iconica ed intramontabile Summer of Love!
Perdetevi tra la musica dei suoi artisti di strada, i colorati furgoncini della Volkswagen, e la celebrazione senza tempo di quegli anni indimenticabili e suggestivi.

A tratti mi ha ricordato Camden Town di Londra, per quell’animo bizzarro ed underground che caratterizza i suoi personaggi!



Proseguiamo il giorno 1 raggiungendo un’altra delle destinazioni top di San Francisco, Alamo Square e le sue famigerate Painted Ladies!
Le avrete sicuramente viste su tutte le guide e fotografie di San Francisco, le inconfondibili casette in stile vittoriano color pastello che potrete ammirare perfettamente dalla collinetta di Alamo Square!

Giorno 2
Il secondo giorno del nostro itinerario (terzo dal nostro arrivo a San Francisco) abbiamo cambiato hotel e ci siamo spostati sul quartiere di Fisherman’s Wharf alla cui esplorazione abbiamo dedicato l’intera giornata.

Fisherman’s Wharf nasce come vecchio quartiere di pescatori che nel tempo è diventato una sorta di luna park a cielo aperto in cui vi perderete per quel fascino romantico che vi sembrerà di essere stati catapultati in una serie tv americana.


Questa zona di San Francisco suscita reazioni diversissime, per alcuni è una baracconata, troppo turistica per essere presa sul serio, per noi è stata semplicemente stupenda.

Negozi di artigianato, giostre e ristoranti, la vista sulla baia e sull’isola di Alcatraz in lontananza, l’odore di salsedine e street food ad accompagnarvi in una sorta di tour ipnotico in questa caratteristica e speciale zona di San Francisco che sembra davvero fuori dal mondo.



Ma i veri protagonisti del Fisherman’s Wharf potrete trovarli nel più famoso dei suoi Pier, il Pier 39 con le dolcissime e buffossime colonie di rumorosi leoni marini che prendono il sole stesi al molo.


Vi assicuro che osservarli mentre si arrampicano, mangiano e litigano sulla passerella è un’esperienza bellissima e divertente per grandi e piccini.
Potrebbe sembrarvi tanto un giorno intero in questo angolo di San Francisco ma vi assicuro che le ore scorreranno in un battibaleno e ricorderete per sempre questa giornata in cui il tempo sembra davvero essersi fermato.




Giorno 3
Il giorno 3 del nostro itinerario è stato quello più impegnativo fisicamente.
Dal Fisherman’s Wharf abbiamo infatti noleggiato le biciclette in uno dei tanti bike rent situati sulla promenade ed abbiamo deciso di raggiungere prima il Golden Gate Bridge, attraversandolo, e poi la vicinissima e ridente cittadina di Sausalito!
Una precisazione è doverosa: quando mi stavo documentando su San Francisco ho letto dappertutto che raggiungere Sausalito da San Francisco sarebbe stata una piacevole passeggiata in bicicletta. Realtà: no o meglio, dipende se siete persone discretamente abituate a pedalare, parliamo comunque di 8 miglia di pedalata in discesa e salita per circa due ore, con vento e pioggia a remare contro.
Rifarei l’esperienza? Sì perché i panorami e gli scorci che saltano fuori ripagano la fatica ma non è comunque da tutti.


Noi abbiamo pedalato dal Fisherman’s ed abbiamo raggiunto l’iconico Golden Gate Bridge ed abbiamo deciso di attraversarlo in bici (durata circa 20 minuti di pedalata).
Non siamo stati fortunatissimi perché la nebbia che avvolge costantemente San Francisco, che ha anche un nome ossia Karl the fog, non ci ha dato tregua e non ci ha consentito si fare scatti davvero memorabili.

Siamo stati comunque molto felici di trovarcelo davanti, sebbene in una condizione un pó diversa da quella che ci aspettavamo, perché si tratta comunque di uno dei simboli di questa città straordinaria.

Dopo aver attraversato il Golden Gate abbiamo continuato la nostra pedalata fino a raggiungere Sausalito, definita la Portofino d’America, una cittadina californiana situata sul mare dove potrete riposarvi tra boutique di lusso, yacht club e ristoranti esclusivi.

A meno che non siate dei ciclisti professionisti, non sognatevi di rifare il tragitto in bici per tornare a San Francisco e prendete uno dei ferry che collegano Sausalito al Fisherman’s Wharf. Naturalmente potrete imbarcarvi con le biciclette che restituirete al vostro bike rent.

Il pomeriggio del giorno 3 lo abbiamo dedicato alla visita di un’altra delle attrazioni di punta di San Francisco: Alcatraz!
Il battello per Alcatraz parte dal Pier 33 ed il costo del biglietto per visitare l’isola e la prigione federale ha un costo che di 35 dollari.

Il consiglio è di acquistare i biglietti dal sito ufficiale e con largo anticipo (diversi mesi prima nel caso di visita ad Agosto) perché si esauriscono in fretta e rischiate davvero di non riuscire ad assicurarveli.

Anche per Alcatraz avevamo sentito pareri discordanti poiché considerata anche questa un’esperienza turistica.
Noi non siamo d’accordo e vi consigliamo di visitarla perché è stata un’esperienza toccante ed a tratti molto forte.
Una volta sbarcati sull’isola sarete accolti da una guida che accompagna i turisti dal molo alla prigione.
Qui viene fornita un’audioguida che spiega il percorso all’interno della prigione nonché le storie di alcuni dei criminali più famosi che sono passati da Alcatraz.


La visita è da brividi, potete immaginare i motivi, pensare che alcune persone siano state prigioniere in un luogo così isolato e spaventoso fa venire la pelle d’oca e riflettere sulle condizioni di detenzione vissute.

Vi suggeriamo di vivere questa esperienza con la serietà che merita.


La visita ad Alcatraz dura circa 1 ora e mezza e poi potrete mettervi in fila per prendere il traghetto che vi riporterà al Pier 33 per trascorrere il resto della serata e concludere così i vostri 3 giorni pieni a San Francisco.
COSA MANGIARE
Lo ammetto, la nostra esperienza gastronomica a San Francisco non è stata memorabile e non sentiamo di consigliarvi dei ristoranti specifici in cui mangiare, quanto piuttosto indicarvi alcuni piatti tipici che abbiamo assaggiato e che vi consigliamo di sperimentare anche voi.
1. Lobster roll
A San Francisco, al Fisherman’s ho assaggiato il primo lobster roll della mia vita, ignara che sarebbe diventato il mio cibo preferito in assoluto.

Quello mangiato a San Francisco non è assolutamente il migliore tra quelli assaggiati (che ho invece mangiato a NY), ma che dire amici, il panino con l’aragosta dovrebbe essere definito patrimonio dell’umanità.
2. Clam chowder
Si tratta di una zuppa di patate e vongole servita all’interno di un panino scavato, molto buona e che rappresenta il tipico piatto dei paesi di pescatori, ve lo ritroverete in altre città di mare della California ma anche di altri Paesi degli Stati Uniti. Per noi super approvata!

3. Pizza
Contro ogni aspettativa a San Francisco (insieme a NY) abbiamo mangiato una pizza buonissima in un ristorantino super caratteristico del Fisherman’s, sobria, ben condita e senza strani ingredienti.

Conclusioni
San Francisco non ci ha deluso, l’abbiamo trovata davvero una città caratteristica ed assolutamente unica nel suo genere.
Il clima freddo e ventoso del nord della California, lo spirito hippy e trasgressivo dei suoi quartieri più storici, il connubio tra storia, tradizioni ed avanguardia la rendono una meta affascinante ed imperdibile.
San Francisco ha rappresentato anche il nostro primo vero bagno di realtà con tutte le criticità degli Stati Uniti, povertà, disagio e differenze sociali, sfarzi e lusso, opulenza e futurismo che spesso ci hanno lasciato attoniti e senza parole ma che fanno di questo Paese il luogo delle mille bellezze e contraddizioni.
L’abbiamo amata San Francisco e l’abbiamo lasciata a malincuore prima di partire per il nostro on the road, certi che sia una città imperdibile per comprendere a fondo la cultura americana.
