Consigli ed itinerario per godersi il meglio di Los Angeles in 4 giorni!
Lo ammetto, con Los Angeles non ci siamo proprio capite.
Era una città per la quale nutrivo aspettative e grande curiosità.
Vuoi o non vuoi, ho sempre fatto parte di quella generazione nata e cresciuta a pane e serie tv americane e Los Angeles, beh, ha sempre rappresentato il sogno.
Le sue spiagge da urlo, il mito del cinema e dei divi di Hollywood, il fatto di essere la città in cui ognuno può essere sè stesso. Me la sono sempre immaginata così, soleggiata e vibrante.
La realtà, per me, è stata molto diversa.
E’ una città che si vende bene, che i registi ed i grandi del cinema ci hanno sempre saputo raccontare, ma la verità è che usciti dal circuito di Beverly Hills e della sua “artificialità”, la città è tanto, tantissimo degrado, poca sicurezza e molta delusione.
Certo questa è la mia opinione, anche io avevo letto moltissimi pareri contrastanti tra chi la dipingeva come incantevole e chi, come me, nè è rimasto profondamente deluso.
Non è una città che non ho avuto piacere di visitare, ma sicuramente è una città a cui avrei dedicato meno dei miei 3 giorni e 4 notti, dedicando qualcuno magari alla vicinissima San Diego che non abbiamo potuto visitare, e che invece, pare sia la vera bella rappresentazione della California.
In questo articolo, quindi, cercherò di raccontarvi la mia Los Angeles, nei suoi pro e contro, in tutte le cose belle e speciali che potete fare e in quelle che sicuramente meritano davvero solo una toccata e fuga.
CONSIGLI PRATICI
Prima di tutto, a Los Angeles ci si muove solo ed esclusivamente in auto.
Scordatevi i mezzi pubblici, non funzionano bene ed io non mi sognerei mai di prendere un bus o una metro in questa città.
Le distanze sono infinite, è una città in cui per spostarti da un quartiere ad un altro ci si può mettere anche due ore, imbottigliati nel traffico folle ed a 8 corsie di LA.
Avere l’auto a LA significa anche preoccuparsi dei parcheggi, quasi tutti a pagamento, eccetto quelli contrassegnati con “Free Parking” o “1-2 hours parking”.
Attenzione a dove lasciate la vostra auto quindi, perchè rischiereste di pagare delle multe salate.
Problema sicurezza.
Los Angeles è stata la città in cui mi sono sentita meno sicura al mondo.
Senza essere incorsa in situazioni di pericolo oggettivo, il semplice fatto di dover lasciare l’auto a diversi isolati da dove ad esempio cenavamo la sera, la scarsa illuminazione delle strade anche nei quartieri più centrali, mi hanno fatto costantemente sprofondare in una situazione di ansia e panico, in cui passavo il tempo a guardarmi le spalle.
San Francisco ed i suoi senzatetto in confronto a Los Angeles sono Disneyaland.
La situazione a Los Angeles, da questo punto di vista, è fuori controllo. Quartieri come Hollywood e Downtown sono impossibili da visitare per il gravissimo stato di degrado ed abbandono e il mio consiglio è di andarci solo ed esclusivamente di giorno.
Capitolo alloggio.
Prima di partire avevo letto e studiato tantissimo Los Angeles per cercare di avere ben chiaro dove alloggiare, tutto mi ha portata a decidere per Santa Monica sia per ragioni di sicurezza che per vicinanza alle attrattive che avevamo in lista.
Sicuramente alloggiare a Santa Monica può avere un senso se desiderate stare vicino alle spiagge, io non l’ho trovato un quartiere particolarmente bello e per quando riguarda la distanza, eravamo comunque a 45 minuti di auto da tutto.

Se la logica è il meno peggio, sicuramente a Santa Monica potrete respirare una vibe più carina di altre parti della città, ecco.
ITINERARIO
GIORNO 1 – arrivo sera
Il primo giorno a Los Angeles non è un vero giorno, perchè siamo arrivati a Santa Monica dal nostro splendido giro del Big Sur, quindi eravamo più o meno all’orario del tramonto.
Alloggiando a Santa Monica, abbiamo quindi dedicato il nostro primo assaggio con la città proprio alle spiagge di Santa Monica ed al suo Pier.
La prima cosa che siamo andati a vedere è il cartello della fine della Route66, la mother road infatti, storicamente parte da Chicago e termina a Santa Monica, ed essendo stato il cuore del nostro viaggio negli Stati Uniti abbiamo voluto partire proprio da lì.

Santa Monica ed il suo Pier sono davvero un parco giochi a cielo aperto.
Qui vi farete catturare dalle luci delle sue giostre e della sua iconica ruota panoramica ed avrete sicuramente un bell’assaggio dell’ecosistema della città, che al suo interno racchiude persone, culture e mondi diversissimi tra di loro.



Sarà stata la stanchezza ed il caos della sua passerella però Santa Monica non ci ha fatti impazzire. Un luogo carino e sicuramente da vedere, ma onestamente, gli abbiamo preferito qualche giorno dopo la vicina Venice Beach.

GIORNO 2
Il nostro giorno 2 è stato interamente dedicato agli Universal Studios.
Tenete in considerazione che se intendete visitarli, a questa attrazione dovete dedicare tutta la giornata.

Gli Universal Studios, situati ad Hollywood, sono una delle cose che a nostro avviso sono valse la visita a Los Angeles.
Una volta arrivati a destinazione potete lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento e custoditi per il costo di circa 30$ al giorno.
Scegliete il primo parking e non precipitatevi a parcheggiare proprio all’ingresso del parco. Questo parcheggio oltre ad essere quello più economico vi consentirà di raggiungere il parco facendo una piacevole passeggiata fino all’ingresso, con un anteprima delle cose che vedrete!
Nonostante sia un’attività costosa, il biglietto per il solo parco costa tra i 140 ed i 150 $ senza salta-fila, li riteniamo una tappa imperdibile e divertente durante il vostro viaggio a Los Angeles.
Abbiamo amato perderci tra Hogwarts ed il mondo dei Simpson, fare una corsa sulle montagne russe di Krustyland e Jurassic World ma soprattutto prendere parte al tour degli Universal Studios.


Ovviamente quando passate da Krustyland non scordatevi di assaggiare la gigantesca, esageratamente dolce, colorata e gustosa ciambella di Lard Lad Donuts!

Quanto al tour negli Studios, ovviamente con ingresso compreso nel biglietto, avrete la possibilità di assistere al “dietro le quinte” di alcuni degli show più famosi e di girare tra i set in cui sono stati girati alcuni dei film e delle serie più famose come Lo Squalo, Pretty Little Liars, Pretty Princess e tanti altri.



Per evitare di fare lunghissime code ad ogni giostra/attrazione, vi consigliamo di arrivare agli Universal molto presto (non oltre le 8 di mattina) e di scaricare l’App degli Universal con la quale è possibile monitorare in tempo reale i tempi di attesa di ognuna e programmare la vostra visita in modo più piacevole.
Considerato che il biglietto salta-fila costa oltre 200$ riteniamo che questo sia il metodo economicamente più furbo ed intelligente per godervi la giornata.
Vi consigliamo di visitare il parco portandovi dietro delle borracce, che potrete riempire gratuitamente in una delle tante fontanelle del parco. Ovviamente se avete fame avrete solo l’imbarazzo della scelta su dove fermarvi a mangiare!
Dopo una giornata intensa agli Studios avrete solo voglia di una doccia e di andare a cenare!
GIORNO 3
La prima parte della nostra terza mattinata a Los Angeles l’abbiamo dedicata al quartiere iconico di Beverly Hills che beh non ha bisogno di presentazioni!

Beverly Hills è esattamente come l’abbiamo sempre vista in tv e sui social: patinata, pettinata, verdissima, pulita, perfetta ed esclusiva. Molto diversa ed ovattata rispetto al resto della città.
Inutile dirvi che passeggiare tra quelle lunghissime palme che sembrano toccare un cielo bluissimo e soleggiato, rimanere estasiati davanti all’opulenza delle case e delle auto di questo iconico ed esclusivo quartiere americano, ha il suo fascino.


A Beverly Hills non esiste un itinerario, la si attraversa e la si gode impazzendo per tutte le volte in cui vorrete fermarvi per scattare l’ennesima foto.


Una tappa obbligatoria per sentirvi un pò come Julia Roberts in Pretty Woman è uno stop sull’esclusiva Rodeo Drive, la via dello shopping di lusso più famosa del mondo.


Dopo aver visitato Beverly Hills, ci siamo spostati a Downtown, il centro finanziario di Los Angeles, fermandoci prima nel paradiso dello street food californiano, Grand Central Market.


Sapete quanto io ami i mercati delle città che visito perchè penso siano la più onesta e reale rappresentazione della cucina locale di un posto. Ecco Gran Central Market a LA non tradisce le aspettative: qui troverete di tutto, lo street food mondiale concentrato in pochissimi metri quadri di questo variegato e coloratissimo mercato coperto.
Se avete voglia di risparmiare qualcosa sui pasti, non abbiamo dubbi e vi suggeriamo di pranzare qui!

Chicca imperdibile poi, le coloratissime insegne al neon sparse in tutto il mercato.


Dopo pranzo abbiamo fatto un veloce giro per Downtown che personalmente ho eletto come uno dei posti più brutti che abbia mai visitato.
Pur essendo teoricamente il quartiere finanziario, Downtown è decisamente la più ampia concentrazione del degrado urbano di Los Angeles, solo che qui è circondato da grattacieli. Vi ricordate la storia dei contrasti?

Ho salvato davvero solo qualche murales molto bello sulla facciata di qualche palazzo, ma per il resto è davvero un quartiere che in franchezza non vi consiglio di visitare.


Nel pomeriggio invece ci siamo spostati su quella che per me è stata la Los Angeles più bella e che mi porterò nel cuore. Venice Beach.

A Venice Beach a differenza di Santa Monica ho finalmente respirato l’atmosfera californiana che mi aspettavo di trovare in questa città.
Musica ad alto volume, improbabili ma divertenti personaggi, bancarelle, street food, ragazzi e adulti intenti a cimentarsi in sport e balli di ogni genere.

Un posto con delle vibes meravigliose.
Non perdetevi un giro sulla sua Boardwalk e raggiungete lo Skate Park.




Quando il sole inizia a calare, invece, scendete in spiaggia ed aspettate il tramonto, immortalando le iconiche torrette di guardia dei Lifeguards con un occhio speciale a quella arcobaleno!





Di questa parte di Los Angeles mi rimarranno impressi i colori bellissimi – tanto da sembrare finti – del tramonto sull’oceano e l’atmosfera rilassata e romantica che leggevamo nel volto di chiunque.
Un luogo effettivamente magico che mi ha fatto fare pace con la città.

Un posto nei pressi di Venice dove vi consigliamo di mangiare è The Butcher’s Daughter, un ristorante vegetariano da leccarsi i baffi.


GIORNO 4
Se c’è una cosa che bisogna riconoscere a Los Angeles è che per gli amanti del cinema e delle serie tv questa città è La Mecca.
Il nostro ultimo giorno in città infatti è stato interamente dedicato al cinema ed ad Hollywood ed abbiamo iniziato la giornata prendendo parte al tour dei Warner Bros Studios.

A differenza degli Universal, per questo tour della durata di circa due ore il biglietto costa 70$.

Qui non troverete giostre e parchi a tema ma a mio avviso avrete la possibilità di toccare davvero con mano tutto quello che ruota attorno a quella meravigliosa macchina perfetta della cinematografia.

Durante questo tour potrete girare tra i veri set in cui sono state riprese le scene di How I met your mother, Friends, Una mamma per Amica, The Big Bang Theory ed assistere ad alcune fasi della post produzione e della realizzazione degli effetti sonori dei film hollywoodiani.









Un’esperienza davvero bellissima che potrete vivere solo a Los Angeles e che davvero vi farà guardare con occhi diversi alcuni dei vostri film e serie tv preferite!
Per restare a tema cinema in questa ultima giornata a Los Angeles interamente dedicata ad hollywood, prima dell’orario di pranzo ci siamo spostati lungo la famosa Walk of Fame per poter passeggiare anche noi sulle “stelle” più famose del cinema di tutti i tempi.


La Walk of Fame è stata un’esperienza molto diversa da quella che immaginavamo, ma prevedibile perché avevamo letto delle sue criticità.
Non vi aspettate glamour e lustrini come quelli che vedete in tv durante la notte degli Oscar, la realtà è ben diversa: le stelle sulla promenade sono tutte sporche e rovinate e quasi tutte coperte da bancarelle e food-truck, anche in questa parte della città il degrado ed il disagio sociale sono praticamente parte integrante delle attrattive.



Camminando tra le stelle delle vostre star preferite arriverete in un battibaleno davanti al Chinese Theatre dove hanno luogo le anteprima dei film più famosi al mondo.

Ma una delle cose più imperdibili del Chinese Theatre è la galleria delle impronte di cemento fatte da tutte, ma dico proprio tutte, le stelle del cinema, della musica e dello showbiz globale.

Divertitevi a trovare quelle dei vostri beniamini!

Di questa galleria c’è una gemella dedicata ai mostri sacri della musica rock mondiale, la Rock Walk e si trova all’ingresso del Guitar Centre su Sunset Blv.


E se siete amanti della Musica, sulla Walk of Fame c’è una tappa imperdibile, Amoeba Music, un negozio di dischi e vinili da perdere la testa che vi farà sentire come nella versione musicale della fabbrica di cioccolato di Willy Wonka!

Per chiudere in bellezza il pomeriggio dedicato ad Hollywood, manca solo la visita a quello che rimane l’indiscusso simbolo del cinema mondiale, l’Hollywood Sign.
Gironzolando con la vostra auto per i quartieri di Hollywood ed in particolare lungo l’iconica Mulholland Drive riuscirete a scorgerla da diverse prospettive ed angolature.
Vi apparirà così spontaneamente che vi sembrerà quasi banalotta ed esageratamente famigerata.

Secondo me il miglior modo per fotografarla e raggiungere il Lake Hollywood Park, un’area verde dove è possibile fare anche dei picnic e ripararsi dal caldo californiano.
L’unica avvertenza è fare attenzione ai parcheggi, pochissimi e tutti in salita.

La nostra giornata nonché la nostra permanenza a Los Angeles si è conclusa con l’ultima bellissima attrazione della città, il Griffith Observatory.
L’osservatorio astronomico di Los Angeles consente ai visitatori di esplorare i progressi dell’uomo nell’ambito dell’astronomia ma più di tutto vi permetterà di godere della vista panoramica su Los Angeles più bella di tutte.

Arrivate al tramonto ed aspettate che le luci della città si accendano, vi sembrerà che Los Angeles indossi una coperta di stelle!

L’ingresso al Griffith Observatory è gratuito ma il vero scoglio saranno i parcheggi: quelli a pagamento (4$ l’ora) si occupano in pochi minuti mentre quelli gratuiti sono nei pressi del Greek Theatre ma lasciare l’auto lì significherà fare circa 35 minuti di salita o attendere lunghe code per prendere la navetta che dal Greek Theatre arriva all’ingresso dell’osservatorio.
Non avendo avuto alternative, noi abbiamo optato per questa soluzione, ma le attese e la maleducazione delle persone hanno reso tutto estremamente snervante.
L’orario del tramonto è quello più ambito peró se non vi interessa raggiungere l’osservatorio a quell’ora, la visita durante la mattina è sicuramente più agevole!
Conclusioni
La nostra permanenza a Los Angeles mi ha lasciata con tanti interrogativi e molte perplessità.
Sapevo che era una città o da amare o da odiare, purtroppo con me non è proprio scattata la scintilla e non sono riuscita ad avere quella sensazione, costante durante i miei viaggi, di pensare “sarebbe bello tornarci per fare questo..”.
Personalmente credo che tutto il bello che potessi cogliere di LA me lo sono preso respirando a pieni polmoni tutto quello che è collegato al cinema e la musica, dedicando intere giornate ai tour degli Universal e Warner Bros Studios.
Mi è piaciuto tantissimo sentirmi nel mio personale teen movie aspettando il tramonto sulla spiaggia bianca di Venice Beach e girare tra le palme esotiche di Beverly Hills con la nostra auto.
Per il resto è una città che ho trovato in uno stato folle di abbandono e degrado, dove la delinquenza ed il consiglio dei locals “io non lascerei qui la mia auto” sono stati il leit motiv della nostra vacanza in città.
È sicuramente una città da visitare e da inserire nel vostro itinerario on the road negli States perché penso sia un pezzo importante di quel gigantesco puzzle che è l’America.
È fondamentale visitare LA per cogliere le differenze del mood, dello stile di vita dei californiani del nord da quelli del sud ma soprattutto per cercare di comprendere anche alcune questioni socio-politiche del Paese, provando a farsene un’idea senza giudicare troppo.
Abbiamo lasciato Los Angeles felici di abbandonare le autostrade ad 8 corsie ed i sorpassi folli dei californiani per iniziare il nostro vero “viaggio dei sogni” sulle lunghissime e desolate ma affascinanti strade americane.
