Un Weekend da sogno a Edimburgo: L’itinerario Perfetto di 2 Giorni

di Erika

Se state cercando una città unica, affascinante, gotica e misteriosa come poche al mondo, la risposta è Edimburgo, l’incantevole capitale della Scozia! In questo articolo vi racconto cosa potete fare in due giorni!

Ho sognato Edimburgo per anni.

Il mio amore per le atmosfere cupe inglesi è noto, ma Edimburgo è una città che mi ha sempre affascinato perchè non credo esista nulla di simile in Europa e forse anche nel mondo.

C’è qualcosa di magico nell’aria di Edimburgo, ha un fascino che ti rapisce al primo sguardo. Sarà la nebbia che sfuma i contorni delle case georgiane, o l’eco delle cornamuse che si mescola al profumo del tè caldo, vicoli acciottolati, edifici medievali che sembrano usciti da un libro di fiabe, panorami mozzafiato e un’atmosfera gotica che si fonde perfettamente con la sua vivace modernità

Quello che è certo è che questa città è capace di incantare al primo sguardo.

Se avete solo due giorni per esplorarla, non temete: ecco un itinerario ricco di magia, storia e angoli nascosti da scoprire!

Giorno 1: Old Town – Il Cuore Antico di Edimburgo

Il primo giorno è probabilmente quello più denso e ricco ed è interamente dedicato all’esplorazione della Old Town di Edimburgo, il suo centro storico, uno dei migliori conservati in tutta Europa.

Il punto di partenza è la Royal Mile, la via più celebre di Edimburgo, qui il consiglio è di lasciarvi guidare dalla curiosità nei suoi “close”, ossia i vicoli nascosti che si diramano come vene pulsanti della città vecchia, terribilmente affascinanti ma anche un pò inquietanti.

Uno dei più caratteristici, nonchè il primo che “scoverete” girando per la Royal Mile è Advocate’s Close che vi sorprenderà con la sua prospettiva perfetta sullo Scott Monument, incorniciato dalle mura di pietra.

Nella Royal Mile scoverete uno dei principali simboli della città la St. Giles’ Cathedral o High Kirk of Edinburgh, la Cattedrale di Sant’Egidio, il principale luogo di culto della Chiesa di Scozia a Edimburgo.

Continuando a girare per i close, uno da non perdere assolutamente è Makar’s Court che rappresenta un tributo agli scrittori scozzesi, con citazioni incise nelle lastre di pietra sotto i tuoi piedi.

Proprio al suo interno uno degli spot più belli e fotografati della città il Writers’ Museum che celebra le vite di tre giganti della letteratura scozzese: Robert Burns, Sir Walter Scott e Robert Louis Stevenson.

Scendendo verso Grassmarket, troverete una delle piazze principali della città nonché un’area vibrante di vita, costellata da pub storici e piccoli negozi indipendenti. Se sarete ad Edimburgo nel weekend potrete visitare il suo mercato di quartiere.

Tappa obbligata nei pressi di Grassmarket: Armchair Books, una libreria dal fascino retrò, con scaffali stracolmi di libri usati e prime edizioni nascoste tra le pagine ingiallite.

Ma il vero guardiamo della Città che si erge imponente e maestoso è l’iconico Castello di Edimburgo che domina la città dall’alto di Castle Rock.

Qui potrete passeggiare tra le antiche mura, ammirare la Stone of Destiny (la pietra delle incoronazioni scozzesi) e scoprire leggende che fanno venire i brividi.

La vista dalla sommità? Assolutamente spettacolare!

Per avere una vista del Castello da una prospettiva privilegiata, tornate alla fine di Grassmarket e svoltate in una stradina quasi nascosta e vi ritroverete davanti a The Vennel, una scalinata che offre una delle migliori viste sul Castello di Edimburgo.

Preparate la fotocamera: questo è uno degli scatti più iconici della città e un posto davvero da non perdere!

Una delle caratteristiche che hanno reso più famosa Edimburgo è il fatto di essere la città che ha ispirato la saga di Harry Potter.

Molte delle ambientazioni dei libri e del film sono state di ispirazione per J.K. Rowling che ha passato alcuni anni della sua vita, proprio quelli durante i quali ha scritto il primo dei libri del giovane maghetto, ad Edimburgo.

Uno dei posti emblematici sotto questo profilo è la School of Divinity, ospitata nel suggestivo New College, un edificio neogotico che si affaccia su The Mound. Sembra uscito da un libro di Harry Potter e non è raro vedere studenti camminare con tomi antichi sotto braccio. Da qui si gode anche una splendida vista sulla città bassa.

Continuando nel nostro itinerario, la prossima tappa è uno dei luoghi più iconici della città.

Spesso considerata la strada più scenografica di Edimburgo, Victoria Street è un’esplosione di colori e architettura storica, con la sua curva elegante che scende verso Grassmarket. È uno dei luoghi più iconici della città, e ha ispirato la celebre Diagon Alley di Harry Potter.

Proprio nei dintorni si trova The Elephant House, una caffetteria ormai diventata leggendaria: è qui che J.K. Rowling scrisse alcune delle prime pagine di Harry Potter e la Pietra Filosofale, seduta vicino alla finestra, con vista sul castello. Il locale è ancora oggi meta di pellegrinaggio per fan e curiosi, anche se temporaneamente chiuso dopo un incendio (verifica sempre prima di andarci). Le pareti del bagno sono letteralmente coperte di messaggi da parte di fan provenienti da tutto il mondo.

Victoria Street è il luogo perfetto per un pò di shopping sia a tema Harry Potter che per acquisti di artigianato locale!

Pronunciata “Co-burn”, Cockburn Street, il cuore della Royal Mile. Curva, compatta, vibrante. Qui ogni angolo è un set fotografico.

Tra i suoi archi gotici e vetrine di artigianato scozzese potrete trovare:

  • Piccole gallerie d’arte.
  • Librerie indipendenti.
  • Caffè dal design hipster. È il posto ideale per una pausa o per acquistare souvenir di qualità.

Nel cuore pulsante di Edimburgo, tra la Old Town e la New Town, si estendono poi i Princes Street Gardens, uno degli spazi verdi più belli e scenografici del Regno Unito. Un tempo qui scorreva il Nor Loch, un lago stagnante che venne prosciugato nel XVIII secolo per motivi sanitari e strategici.

Oggi, al posto delle acque torbide, troviamo un’oasi di quiete con aiuole impeccabili, fontane, statue e vedute spettacolari sul Castello.

I giardini sono divisi in due sezioni – East e West Gardens – e offrono un meraviglioso contrasto tra natura e architettura urbana. In estate, si riempiono di fiori e artisti di strada; in inverno, accolgono i mercatini natalizi e la celebre ruota panoramica. Ideali per una passeggiata rilassante, per una pausa con vista o per uno shooting fotografico naturale.

Tra gli spot da non perdere il Ross Fountain, una fontana in ghisa dorata con lo sfondo del Castello.

E se il verde vi ha aperto l’appetito, non andate lontano: proprio all’interno dei giardini si trova una gemma nascosta, The Gardener’s Cottage.

Situato in un ex cottage ottocentesco dei giardinieri reali, questo ristorantino è un piccolo tempio della cucina stagionale e sostenibile. Tavoli in legno, arredi minimal, e un orto vero e proprio da cui provengono molte delle verdure servite. L’atmosfera è intima, rustica ma curata nei minimi dettagli.

Un altro dei luoghi simbolo di Edimburgo, ha una storia molto commovente.

Sto parlando della piccola statua di Greyfriars Bobby, davanti all’ingresso dell’omonimo pub.

Bobby era uno Skye Terrier, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo la morte del suo padrone, John Gray, un poliziotto notturno della città, Bobby si rifiutò di lasciare la sua tomba, situata nel cimitero di Greyfriars Kirkyard. Per ben 14 anni, giorno e notte, vegliò su di lui, sfidando pioggia, freddo e solitudine. La sua fedeltà commosse tutta Edimburgo.

La cittadinanza si affezionò al piccolo cane, nutrendolo e accudendolo. Nel 1867, quando una nuova legge imponeva una licenza per ogni cane, Bobby rischiò la soppressione. Ma fu Sir William Chambers, all’epoca Lord Provost della città, a intervenire, pagandogli una licenza a vita e facendogli costruire un collare d’argento — oggi esposto al Museum of Edinburgh.

Quando Bobby morì nel 1872, fu sepolto appena dentro il cimitero, vicino alla tomba del suo amato padrone, e una piccola lapide ricorda ancora oggi la sua storia con la semplice iscrizione:

“Let his loyalty and devotion be a lesson to us all.”

Nel 1873, fu eretta la statua commemorativa davanti all’ingresso del cimitero, opera della scultrice William Brodie. La fontanella sottostante era pensata per i viandanti… e per i cani assetati.

Curiosità:

  • Toccargli il naso non porta fortuna, anche se molti turisti lo fanno: gli abitanti locali vi chiederanno di evitarlo per preservare la statua!
  • Il pub accanto alla statua si chiama proprio Greyfriars Bobby’s Bar ed è decorato con immagini e citazioni in omaggio alla sua leggenda.
  • Greyfriars Kirkyard è anche legato a storie di fantasmi e misteri: se vi piace il brivido, potete partecipare a un ghost tour notturno nel cimitero.

Passeggiando lungo la storica Royal Mile di Edimburgo, è impossibile poi non notare la Tolbooth Tavern, uno dei pub più antichi e affascinanti della città.

Situata all’interno dell’ex Tolbooth del Canongate, costruito nel 1591, questa taverna carica di storia emana un’atmosfera unica. Le sue mura di pietra, i soffitti bassi e le luci soffuse trasportano i visitatori indietro nel tempo, mentre si sorseggia una birra scozzese circondati da secoli di storie e leggende.

Alcuni dicono persino che il pub sia infestato — ma è proprio questo mix di fascino storico e mistero che lo rende una tappa imperdibile nella capitale scozzese.

Giorno 2: Dean Village e la Edimburgo più timida e nascosta

Nel nostro secondo giorno nella capitale scozzese, abbiamo lasciato il centro animato di Edimburgo, ritrovando i in un altro tempo. Dean Village appare all’improvviso, quasi nascosto, come un segreto sussurrato dalla città.

Questo ex villaggio di mugnai, adagiato lungo il tranquillo corso del Water of Leith, è un angolo sorprendente: casette in pietra con tetti spioventi, ponti antichi e giardini curati che si affacciano sull’acqua.

I suoni del traffico spariscono, sostituiti dal fruscio degli alberi e dal rumore sommesso del fiume.

Questo angolo nascosto dove casette pittoresche, ponti in pietra e mulini restaurati raccontano il passato industriale della zona.

Un tempo cuore pulsante per la macinazione del grano, oggi Dean Village è il luogo ideale per una passeggiata tranquilla tra natura e architettura fiabesca.

È uno di quei posti che non ti aspetti in una capitale: silenzioso, romantico e sorprendentemente intatto.

Passeggiando lontano dai percorsi più battuti, in una zona residenziale elegante e silenziosa, si arriva a Circus Lane — una delle vie più fotogeniche e affascinanti di Edimburgo.

Ci si arriva quasi per caso, girando l’angolo da Canonmills o salendo lentamente da Dean Village. All’improvviso, il rumore della città si attenua e ci si ritrova in un vicolo acciottolato, dove il tempo sembra essersi fermato.

Le case basse in pietra, un tempo scuderie trasformate in abitazioni, sono coperte di glicini, edere e fiori colorati che cadono dolcemente dalle finestre. Le biciclette appoggiate ai muri, le lanterne in ferro battuto e il silenzio curato rendono Circus Lane non solo un luogo bellissimo, ma profondamente evocativo. 

Proseguendo a piedi, si entra nel cuore di Stockbridge, uno dei quartieri più amati dagli abitanti di Edimburgo.

Il contrasto è piacevole: dalle atmosfere intime di Circus Lane si passa a un quartiere vivace, ricco di mercatini, gallerie d’arte, caffè indipendenti e piccoli negozi di antiquariato. Qui, il ritmo torna più dinamico, ma senza mai diventare caotico.

La domenica, il Stockbridge Market offre street food, prodotti locali e un assaggio della vita quotidiana scozzese. E tutto è immerso in un’eleganza tranquilla, con architetture georgiane e spazi verdi che sembrano fatti apposta per prendersi il proprio tempo.

Da Stockbridge, basta seguire il corso tranquillo del Water of Leith o salire dolcemente lungo Inverleith Row per arrivare a uno dei luoghi più sorprendenti e rigeneranti di Edimburgo: i Royal Botanic Gardens. È uno di quei posti che molti turisti scoprono per caso, ma che i locali conoscono bene e frequentano con affetto, soprattutto nei fine settimana di sole.

Appena varcato l’ingresso, tutto cambia. Il rumore della città si dissolve in una sinfonia di foglie mosse dal vento, canti di uccelli e passi leggeri sull’erba. Con oltre 70 acri di giardini, serre e collezioni botaniche provenienti da tutto il mondo, i “Botanics” – come li chiamano gli edimburghesi – sono un luogo che invita a rallentare. I vialetti si snodano tra alberi secolari, aiuole perfettamente curate, laghetti tranquilli e panorami inattesi: da alcuni punti, si può persino intravedere il profilo del Castello di Edimburgo stagliarsi in lontananza, come un quadro tra le fronde.

Le serre vittoriane, con le loro strutture in ferro e vetro, custodiscono piante esotiche e rare che raccontano storie di viaggi, scoperte e adattamenti lontani. Ma il vero incanto dei Royal Botanic Gardens sta nel modo in cui si fondono con la città: pur essendo un giardino botanico di fama internazionale, mantiene l’atmosfera familiare di un parco di quartiere, dove si viene a leggere un libro, a fare una passeggiata con i bambini o semplicemente a lasciarsi andare al silenzio.

Quando il sole comincia a calare e l’aria si fa più fresca, è il momento perfetto per tornare verso il cuore elegante di Edimburgo. Una passeggiata nella New Town, con i suoi viali ordinati, le piazze neoclassiche e le facciate in pietra chiara, regala una prospettiva diversa rispetto al fascino medievale dell’Old Town.

E quando la luce dorata del tardo pomeriggio comincia a sfiorare le guglie e i tetti, c’è un luogo che chiude perfettamente la giornata: Calton Hill.

Bastano pochi minuti di salita per raggiungere la cima, e da lì, il panorama è impareggiabile. Davanti si apre tutta Edimburgo, distesa tra colline e mare, con il Castello da un lato e l’estuario del Firth of Forth dall’altro. Le sagome dei monumenti – il National Monument, l’osservatorio, la Nelson’s Tower – si stagliano contro il cielo che sfuma nei toni caldi del tramonto.

È un momento silenzioso e intenso, in cui il viaggio sembra fermarsi per un istante. Edimburgo, con i suoi contrasti e i suoi scorci inaspettati, si mostra in tutta la sua complessità: romantica, storica, viva e malinconica allo stesso tempo. E mentre il cielo si tinge d’arancio e le prime luci della città si accendono, si capisce davvero perché questa città, più che visitarla, si sente.

DOVE MANGIARE

Edimburgo non è solo una città da guardare — è anche una città da assaporare. Tra pub storici, caffetterie accoglienti e pasticcerie creative, la capitale scozzese offre una varietà di luoghi dove mangiare bene e immergersi nello spirito locale. Ecco alcune tappe che vale la pena inserire nel tuo itinerario.

Colazione

The Milkman

Iniziate la giornata con calma e stile da The Milkman, una piccola caffetteria indipendente che sembra uscita da una rivista di design nordico.

Situata su Cockburn Street, nel cuore dell’Old Town, offre caffè artigianale eccellente, dolci fatti in casa e un’atmosfera raccolta, perfetta per osservare la città che si sveglia.

I posti a sedere sono pochi, ma se riuscite a trovare spazio vicino alla vetrata, potrete gustarvi un flat white con vista sul via vai urbano.

Mimi’s Little Bakehouse

Per un momento di pura golosità, fate tappa da Mimi’s Little Bakehouse. Questa pasticceria a conduzione familiare è famosa per le sue torte vistose, i brownie decadenti e il suo spirito giocoso.

Ce ne sono diverse sedi in città, ma quella sul Royal Mile è perfetta per una sosta durante le esplorazioni.

Se amate i dolci “comfort”, qui troverete il vostro paradiso.

Cena

The Auld Hundred

Nel cuore della New Town, su Rose Street, The Auld Hundred è un pub storico che serve piatti scozzesi in un’atmosfera calda e autentica.

Tra travi in legno, luci soffuse e accenti locali, puoi gustare un haggis ben cucinato, un fish & chips croccante o uno stufato caldo perfetto nelle sere più fresche. È il classico posto che unisce ottimo cibo, birra locale e il piacere di sentirsi in Scozia, senza forzature turistiche.

The Doric

Se preferite un ambiente più elegante ma sempre ricco di storia, The Doric — uno dei gastropub più antichi di Edimburgo — è la scelta giusta.

Situato vicino alla stazione di Waverley, questo locale unisce cucina scozzese contemporanea e tradizione. Il menù offre ingredienti locali cucinati con cura: salmone affumicato, stufati, formaggi scozzesi e whisky selezionati. Da provare al tramonto, quando le grandi finestre si tingono di luce dorata e il rumore del centro rimane solo un’eco lontana.

Conclusioni

Edimburgo è una città che unisce perfettamente storia, atmosfera e vivibilità. In pochi giorni si può passare dalle strade medievali della Old Town alla quiete verde di Dean Village, dal fascino elegante della New Town ai panorami aperti di Calton Hill.

È una capitale a misura d’uomo, facile da esplorare a piedi, ricca di angoli autentici e con un’offerta gastronomica sempre più interessante.

Che siate amanti dell’architettura, della natura, della letteratura o semplicemente in cerca di un luogo con carattere, Edimburgo offre esperienze genuine e ricordi duraturi.

Non è una città da “spunta sulla lista”, ma una di quelle in cui si ha voglia di tornare. Anche solo per una passeggiata senza meta lungo il Water of Leith, un caffè da asporto in mano e la sensazione che, qui, ogni angolo abbia qualcosa da raccontare.

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