Cosa fare a Valencia in 3 giorni

di Erika

Itinerario e consigli pratici su cosa fare e su cosa vedere in 3 giorni nella bellissima cittadina spagnola

Se state cercando la meta giusta per le vostre prossime vacanze estive o semplicemente una città in cui staccare per un weekend lungo, Valencia è la città perfetta!

Terza città della Spagna per ordine di grandezza, Valencia non ha assolutamente nulla da invidiare alle sorelle Madrid e Barcellona, anzi è una destinazione che si presta perfettamente ad essere adatta ad ogni tipo di viaggiatore, qualsiasi fascia d’età appartenga.

Valencia è una città estremamente piacevole da visitare, posto che la maggior parte delle attrazioni e dei quartieri sono raggiungibili a piedi.

La città consente ai turisti di poter godere di esperienze diversissime come passeggiare immersi nel verde dei suoi bellissimi parchi o tra le caratteristiche piazze e le maestose chiese del centro storico, camminare tra la storia dei suoi vivaci quartieri, assaporare la sua cucina favolosa e rilassarsi tra le sue immense spiagge.

Valencia è accogliente, calorosa, colorata, leggera, lenta, vivace e affascinante.

Nel mio caso è stato amore a prima vista e nei miei tre giorni in città me la sono proprio goduta ed ho cercato di assaporare le sue caratteristiche più autentiche.

Ecco quindi i miei consigli su cosa fare a Valencia se avete a disposizione tre giorni o comunque un weekend lungo!

DOVE DORMIRE

Come dicevamo Valencia è una città che concentra le sue principali attrazioni nel centro storico e si può tranquillamente visitare a piedi.

Tra i diversi quartieri del centro, io ho alloggiato a Ciutat Vella, che in valenciano significa “città vecchia”. La posizione di questo quartiere è particolarmente strategica perchè vicinissima al Barrio del Carmen ma anche al Mercato Centrale.

L’hotel che ho scelto è l’Hulot Hotel situato proprio in una delle tante stradine della città, pulito, super sicuro e con un rapporto qualità prezzo semplicemente perfetto.

COME SPOSTARSI

Valencia è una città con un sistema di trasporto estremamente efficiente, tra servizio di metropolitane e autobus è possibile raggiungere ogni angolo della città. 

Infatti, sebbene la città sia facilmente visitabile a piedi, raggiungere alcune zone più lontane, come le spiagge o la Città delle Arti e delle Scienze è necessario prendere i mezzi pubblici.

Se pensate di utilizzare i trasporti e visitare diverse attrazioni, il mio suggerimento è di acquistare una Valencia Tourist Card che vi consentirà di entrare gratuitamente nella maggior parte dei musei e delle attrazioni, avere tantissimi sconti su ristoranti e attività (ad esempio nel biglietto di ingresso all’Oceanografìc) nonchè utilizzare gratuitamente tutti i mezzi di trasporto.

Valencia Tourist Card

La Valencia Tourist Card è acquistabile in tagli da 24, 48, 72 ore e 7 giorni con un prezzo davvero convenientissimo rispetto ai vantaggi offerti.

Tra l’altro, considerato che l’aeroporto di Valencia è collegato al centro città da due linee metro, attivandola già all’aeroporto sarete “coperti” già dal vostro arrivo.

DOVE MANGIARE E COSA

A Valencia ci sono molti italiani, tanti italiani, forse troppi se uno si aspetta di visitare un Paese immaginando di confrontarsi prevalentemente con gente del posto.

Questo naturalmente si riflette anche sulla parte ristorazione e food, infatti in città pullulano locali e ristoranti verosimilmente italiani.

Per questo prima di partire ho sapientemente studiato l’offerta gastronomica della città (grazie Lonely Planet) e nel seguito vi vado ad indicare i posti davvero imperdibili di Valencia per assaporare la sua cucina tipica.

Restaurante Navarro

La Lonely Planet lo menzionava tra i locali migliori per assaporare il piatto tipico della città, sua maestà la paella, soprattutto perchè storico ed amato e frequentato soprattutto dai valenciani.

Restaurante Navarro

La paella di Navarro, che io ho assaggiato de marisco, era semplicemente deliziosa, cotta sul momento, quindi contate di attendere dai 30 ai 40 minuti per la preparazione, anzi questa circostanza è ciò che deve farvi storcere il naso se qualche ristorante ve la dovesse servire in un tempo minore.

La paella di Navarro

La paella di solito si cucina solo a pranzo e richiede una cottura lenta e accurata. Diffidate da chi dovesse proporvi qualcosa di diverso, di solito si tratta di ristoranti turistici che di valenciano non hanno nulla.

Nell’attesa della vostra paella, ordinate un altra chicca tipica valenciana: pan y ali oli, del pane bruschetta con un condimento tipico spagnolo, dato da un’emulsione di olio extravergine di oliva e aglio.

Appetizer di Navarro

Nella sua semplicità qualcosa dal sapore delizioso.

Accompagnate tutto ad un bel bicchiere di sangria ed a qualche croquetas!

Restaurante la Riuà

Anche questo ristorante è considerato uno dei preferiti dai valenciani, per il rispetto della tradizione nella preparazione dei piatti tipici della cucina valenciana.

Restaurante La Riuà

Ad esempio è al ristorante La Riuà che ho assaggiato un altro dei piatti tipici di Valencia, la fideuà de marisco il cui procedimento è simile alla preparazione della paella ma al posto del riso vengono utilizzati i fideus ossia degli spaghetti corti.

La fideuà

Posso dire che ho amato di più la fideuà della paella, probabilmente uno dei miei piatti preferiti e devo dire che quelli assagiati a La Riuà erano semplicemente fenomenali!

Cafè de las horas

Qui non parliamo semplicemente di un locale, qui parliamo di un posto che a mio avviso è un’attrattiva tanto quanto alcuni musei di Valencia, un luogo che merita di essere visitato ed assaporato con calma, per goderne dell’atmosfera e delle sue magiche vibes.

La deliziosa insegna del Cafè de las horas

Durante il mio viaggio a Valencia, grazie alla collaborazione con Visit Valencia ho avuto modo di conoscere Marc il proprietario del Cafè de las horas che ci ha permesso di “entrare” nel cuore e nella storia di questo posto senza tempo, raccontandocene le origini, l’evoluzione e di come sia diventato uno dei posti preferiti dei valenciani per assaggiare la famosissima Agua de Valencia, un cocktail a base di succo d’arancia, spumante, vodka e gin.

Cafè de las horas

Il Cafè de las horas ha anche realizzato un liquore, vendibile ai clienti, che può essere utilizzato come base per creare una perfetta Agua de Valencia.

Il licor realizzato dal Cafè de las horas

E’ difficile descrivere questo posto a qualcuno che non l’abbia mai visitato perchè credo che lasci delle sensazioni assolutamente peculiari. L’estetica e l’arredamento degli spazi sono curati sebbene siano un mix di stili diversissimi che variano dal barocco al bohèmien, dal moderno alle ambientazioni tipiche di uno speakeasy americano.

Dettagli degli interni del Cafè de las horas

Io l’ho amato tantissimo così come ho amato ascoltare le parole e l’entusiasmo di Marc che ci ha spiegato le idee alla base del progetto, le difficoltà nel realizzarlo nonchè quanto con lavoro, impegno e caparbietà è stato possibile creare un posto assolutamente unico nel suo genere, amato dai turisti ma ancora di più dai valenciani.

Il fascino senza tempo del Cafè de las horas

Horchateria Santa Catalina

In un viaggio a Valencia c’è una tappa fondamentale che non bisogna farsi scappare: la Horchateria Santa Catalina!

Ingresso all’horchateria Santa Catalina

Affacciata sull’omonima piazza, nel Barrio del Carmen, la Horchateria Santa Catalina rappresenta il posto ideale dove poter assaggiare bevande e dolci tipici della Comunità Valenciana, quali ad esempio l’horchata accompagnata ai fartòn, dei dolci tipici della città.

Horchata y fartón

L’horchata è una bevanda che si ottiene da un estratto della chufa, un particolare tubero che dona a questa bevanda un colore bianco/nocciolato che io ho trovato diversissimo dalla nostra orzata e forse un pò troppo “tuberoso”.

L’Horchateria Santa Catalina però merita assolutamente uno stop anche solo per ammirare la bellezza e i dettagli dei suoi interni in legno e ceramica valenciana.

I bellissimi interni dell’horchateria Santa Catalina

ITINERARIO SUGGERITO

GIORNO 1

Il primo giorno del mio itinerario è coinciso con l’arrivo a Valencia, intorno all’ora di pranzo, quindi subito dopo aver pranzato da Navarro ed aver effettuato il check-in in hotel, mi sono recata alla prima attrazione in lista: la Fundaciòn Hortensia Herrero.

Ingresso della Fundación Hortensia Herrero

Questo nuovissimo spazio artistico di arte contemporanea raccoglie la collezione privata di Hortensia Herrero, mecenate e vicepresidente della Fondazione.

La collezione include più di 50 artisti contemporanei di riconosciuto prestigio internazionale. All’interno della Fondazione si possono ammirare più di 100 opere di artisti, tra cui Anselm Kiefer, Anish Kapoor, George Baselitz, Mat Collishaw, Tony Cragg o Andreas Gursky, oltre ad opere create appositamente per il Centro d’Arte rendendolo, così, ancora più speciale.

Opere all’interno della Fondazione
Bellissime installazioni all’interno della Fondazione
Alcune opere della fondazione

Per gli amanti dei luoghi instagrammabili, la Fundaciòn Hortensia Herrero è uno spazio fotogenico assolutamente imperdibile, perchè grazie alle sue coloratissime installazioni la fotocamera del vostro telefono impazzirà!

Installazione della Fundación Hortensia Herrero
Spot instagrammabile all’interno della Fundación

Subito dopo aver visitato la Fundaciòn, nei pressi di Ciutat Vella è possibile raggiungere con una piacevole passeggiata la Cattedrale di Valencia, il cui ingresso è gratuito con la Valencia Tourist Card.

Proprio accanto alla porta di ingresso della Cattedrale, sorge imponente il campanile del Miguelete, realizzato in perfetto stile barocco.

Oltre all’incredibile mix di stili, che hanno reso la Cattedrale di Valencia un complesso architettonico unico nel suo genere, questa chiesa è diventata un punto di attrazione culturale non solo per i turisti, ma anche per gli esperti di tutto il mondo per una ragione peculiare e misteriosa.

Una volta attraversato l’ingresso principale, si giunge all’interno della cappella della cattedrale che non a caso viene chiamata “Santo Cáliz” o “Santo Grial“. 

Secondo una leggenda infatti, proprio in questa cappella sarebbe custodito il Santo Graal, la coppa che sarebbe stata usata da Gesù Cristo durante l’ultima cena.

La coppa, realizzata intorno al I secolo a.C.,  è totalmente forgiata in agata corallina e impreziosita con delle rifiniture in oro, madreperla e pietre preziose tra cui sono inclusi rubini e smeraldi. La cappella è decorata con pareti in pietra e l’altare realizzato in alabastro con al suo centro la Madonna attorniata dai 12 apostoli.

Un luogo iconico della città e dal fascino mistico che merita sicuramente una visita.

Subito dopo aver visitato la cattedrale, il mio consiglio è di recarvi in uno dei quartieri più belli della città, il barrio del Carmen.

Il barrio del Carmen combina il fascino tipico dei centri storici con le diverse fasi attraversate da questo quartiere nel tempo.

Più che un quartiere sembra quasi una città stato, considerato che ha vissuto mille vite, prima rifugio degli arabi, poi luogo di prostituzione, fino a divenire quartiere dell’aristocrazia araba durante gli anni medioevo.

Agli inizi del Novecento qui vivevano la maggior parte degli operai, oggi invece è uno dei quartieri più vivi nonchè il centro della movida valenciana.

Primo suggerimento: perdetevi tra la sua coloratissima street art che domina muri e facciate dei palazzi.

Al barrio del Carmen ci sono moltissime delle attrazioni di Valencia che personalmente ho riservato al giorno 2 del mio viaggio, avendo preferito prima assaporare con lentezza la bellezza e l’atmosfera di questo colorato e vivace pezzo di Valencia.

Una piccola gemma che vi potrebbe sfuggire nella vostra passeggiata al barrio del Carmen ma che vi suggerisco di cercare si trova al Carrer Museo 9, ossia la Casa dei Gatti.

La Casa dei Gatti è una piccola casa che ospita i gatti del Barrio del Carmen.

Venne realizzata dall’artigiano locale Alfonso Yuste nel 2003 e richiama la leggenda popolare dei “quattro gatti” rimasti a Valencia nel 1094. Si racconta infatti che i cattolici odiassero talmente tanto i gatti che uccisero tutti quelli di Valencia al punto che in tutta la città ne rimasero solo quattro.

Dopo una visita al Barrio del Carmen il mio consiglio è di ritornare nei pressi di Ciutat Vella e prima di chiudere la serata al Cafè de las horas, passare da Placa de la Virgen.

Ciutat Vella è il cuore pulsante di Valencia, pieno di negozietti di souvenir e ristorantini in cui vi sembrerà di trovarvi nel vero salotto della città.

Nota di pregio di Ciutat Vella: Placa de la Reina.

GIORNO 2

L’agenda del giorno 2 del mio itinerario a Valencia è fittissima ed include le principali attrazioni della città.

Dopo una colazione all’Horchateria Santa Catalina, recatevi subito alla Estrecha, ossia la casa più stretta di Valencia nonché una delle case più strette d’Europa!

La casa è alta e stretta, infatti la sua facciata è larga solo 107 centimetri.

Sopra il portone d’ingresso è posizionata una targa recante il nome e le misure della facciata.

Sicuramente un’attrazione bizzarra che peró fa colpo sui visitatori di Valencia.

Vicinissima alla Estrecha una delle piazze che ho preferito di Valencia: la coloratissima Placa del Doctor Collado.

Impossibile non rimanere affascinati dal contrasto tra lo stile barocco di alcune architetture ed i colori vivaci delle facciate delle casette!

Spot super instagrammabile!

A pochi passi da Placa del Doctor Collado, il primo museo da visitare della giornata: la suggestiva Lonja de la Seda, il cui ingresso è gratuito con la Valencia Tourist Card.

La Lonja è uno degli edifici simbolo della città, oltre ad essere uno dei più famosi monumenti di architettura gotica civile d’Europa.

Nel 1996 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Nella sua storia si trasformò nel mercato della seta, grazie all’influenza dell’Islam negli anni del suo regno e divenne testimone della prosperità di Valencia, una delle più importanti città mercantili d’Europa.

Se già i suoi esterni sono spettacolari la sala de Contratación vi lascerà a bocca aperta.

Infatti al suo interno i mercanti si trovavano per firmare i contratti.

Si tratta di una sala davvero suggestiva, con un tetto formato da volte, sostenute da 5 file di colonne.

L’interno è poi impreziosito da mosaici in marmo ed è concepito come un tempio: infatti simboleggia l’allegoria del paradiso con colonne che rappresentano le cupole e le palme come emblema della volta celeste.

Un luogo davvero unico nel suo genere ed al suo interno non potrete che sentirvi minuscoli dinanzi alla bellezza ed al silenzio che donano a questo posto un fascino incantevole.

Dopo la Lonja de la Seda è la volta della prima delle due torri di Valencia che visiteremo durante questo itinerario: Torres de Quart.

Piccola curiosità: si ispirano alle torri del Castel Nuovo di Napoli.

Rappresentavano le porte di difesa della città e per un certo periodo furono utilizzate anche come carcere femminile.

Potete visitarle gratuitamente con la Valencia Tourist Card e soprattutto potete scalarle (solo a piedi) per raggiungere alcuni punti panoramici su Valencia proprio dall’apice delle Torri.

Uno dei posti meno visitati dai turisti che si recano a Valencia, per me inspiegabilmente, è il Palau de Cervelló.

Sede dell’archivio storico municipale e di proprietà dei conti Cervelló, questo palazzo al suo interno custodisce alcuni dei più importanti documenti storici della città.

Ma il vero tesoro di questo posto sono le regali sale e saloni, finemente arredate dai diversi reali ed aristocratici che vi hanno dimorato nel tempo.

Ho visitato questo luogo con calma, senza fretta perché era davvero impossibile staccarsi dalla bellezza dei dettagli da cui ero circondata.

Le ceramiche, i quadri, gli affreschi sui soffitti, è proprio vero che la bellezza salverà il mondo.

Vi sembrerà di essere stati catapultati sul set di Bridgerton.

Una volta dentro non perdetevi la libreria e la collezione di dipinti di alcuni degli artisti più celebri di Valencia come José Vergara o Vicente López.

Probabilmente come nel mio caso, se rispetterete questo itinerario si sarà fatta ora di pranzo, e qui avrete solo un’opzione: il Mercato Centrale.

La bellezza dell’edificio merita di inserire il Mercado Central tra i monumenti storici da visitare a Valencia, ma la vera experience è al suo interno.

Non appena metterete piede all’interno del mercato, verrete travolti da un impatto visivo estremamente scenografico grazie ai colori della frutta e della verdura ben disposta nei diversi banchi, la pescheria ed i banconi di carne ed jamon iberico vi faranno venire l’acquolina in bocca.

Il Mercato nasce prevalentemente per acquistare prodotti freschi ma è possibile anche mangiare al suo interno.

Personalmente da questo punto di vista l’ho trovato meno organizzato per consentire la consumazione sul posto (a differenza di Madrid e Barcellona ad esempio) peró sicuramente non resterete affamati.

Insomma, non puoi dire di essere stato davvero a Valencia senza aver fatto un salto in uno dei posti in cui è possibile respirare maggiormente la vibe di local.

Dopo pranzo, la mia tappa definitiva era spostarmi verso le spiagge della città, altra attrattiva da mettere assolutamente in lista.

In questo caso per raggiungere le spiagge e necessario muoversi con i mezzi (gli autobus) e puntare ad uno dei quartieri più caratteristici della città: el Cabanyal.

Il Cabanyal è un quartiere marittimo e di pescatori storico di Valencia. Qui ho avuto davvero l’impressione che la vita avesse ritmi totalmente diversi rispetto al centro.

Sembra di essere stati catapultati in un’altra città, in un altro Stato, una piccola Cuba.

Il valore architettonico del Cabanyal è singolare e meraviglioso. Qui potrete trovare le  barracas, tipiche abitazioni coloniche valenzane, casette di pescatori, facciate rivestite di piastrelle e ceramiche, edifici colorati ed edifici modernisti.

Anche il Cabanyal è diventato luogo di ritrovo della movida, soprattutto grazie alla vicinanza del mare ed alle diverse proposte gastronomiche offerte.

Ed a proposito di cibo, uno degli spot da segnare se visiterete il Cabanyal è il Mercabanyal.

All’interno di questo spazio, un vero e proprio mercato di street food e food truck sul lungomare di Valencia, potrete assaggiare alcune delle specialità tipiche valenciane, accompagnate dalla musica e dalle good vibes che questo posto sprigiona.

Piccolo tip: se avete modo, assaggiate la kombucha, una bevanda frizzante ricavata dal tè zuccherato, super dissetante e saporita!

Una volta al Cabanyal il programma prevede solo una tappa: le spiagge dove vi suggerisco di fermarvi almeno fino al tramonto!

La prima cosa che vi suggerisco di fare è attraversare il Paseo Marìtimo di Valencia, molto più che un lungomare, quasi un vero e proprio terrazzamento sulle spiagge della città e sul mare Mediterraneo.

Tra giochi per bambini, piste ciclabili, palestre all’aperto e locali dove fare aperitivo in questo angolo di Valencia ho avuto la certezza che la città è davvero adatta a tutte le fasce d’età ed a tutte le tipologie di viaggiatore.

Se invece non volete rinunciare ad un tuffo al mare, che devo segnalare è molto diverso dal mare cui siamo abituati in Italia e più adatto a chi ama fare surf, le spiagge di Valencia sono lunghissime distese di sabbia fine e rossa in cui sarà impossibile non avere voglia di passare qualche ora.

Le spiagge a Valencia sono diverse, io personalmente ho visitato quella di Las Arenas, vicinissima al porto e la famosissima Playa de Malvarrosa, la più gettonata tra i valenciani anche e soprattutto per le strutture attrezzate e per le tantissime attività sportive che potrete praticare al suo interno.

GIORNO 3

Il mio ultimo giorno pieno a Valencia l’ho dedicato principalmente ad alcune attrattive che non avevo potuto visitare nei giorni precedenti nonchè alla Ciutat de les arts i les Ciencies di cui vi dirò a brevissimo.

La mattinata ha avuto inizio piuttosto presto, direzione Torres des Serranos, situate nel cuore del Barrio del Carmen.

 Le Torri nascono come costruzione di difesa di uno degli accessi più trafficati dell’antica Valencia, anche in questo caso vi troverete dinanzi ad uno degli esempi architettonici gotici della città.

Il mio suggerimento è di visitare gli interni ma soprattutto di salire in cima alle Torri (richiede un minimo di sforzo fisico), per godere di una delle viste sulla città di Valencia più belle di tutti.

Il prezzo per l’ingresso è di soli 2 €, mentre la domenica e con la Valencia Tourist Card è sempre gratuito.

Una volta scesi dalle Torri, il mio suggerimento è di dirigervi verso la Città delle Arti e della Scienza, potrete farlo tramite mezzi pubblici ovviamente, ma il mio consiglio è se avete un pò di pazienza e forza di volontà, farlo a piedi attraversando il vero polmone verde di Valencia: i giardini del Turia.

I Giardini del Turia durante il fine settimana sono presi d’assalto dai valenciani e dai turisti proprio perchè rappresentano un’oasi felice dove passare qualche ora all’aria aperta, per fare attività sportiva o organizzare un pic-nic.

E’ il parco urbano più grande di una città che ha una grande attenzione verso l’ambiente e la valorizzazione degli spazi verdi, tanto da essersi aggiudicata l’ambito premio di Capitale Verde europea 2024.

Attraversando i giardini del Turia raggiungerete anche un’altra attrazione, solo fittiziamente riservata ai più piccoli: sto parlando del Parco Gulliver!

In questo parco giochi troverete una rappresentazione su larga scala del gigante Gulliver, disteso a terra e immobilizzato con delle corde; i suoi vestiti e i suoi capelli formano rampe, scivoli e scale dai quali i bambini ma anche gli adulti, immaginandosi come dei piccoli lillipuziani, potranno giocare e divertirsi.

Dal Parco Gulliver scorgerete immediatamente i profili futuristici della Città delle Arti e delle Scienze, che a quel punto raggiungerla sarà un gioco da ragazzi.

Opera futuristica di Calatrava la città delle Arti e delle Scienze è composta da sei grandi elementi: l’Hemisfèric (un cinema IMAX dove è possibile assistere a proiezioni digitali), l’Umbracle (un bellissimo belvedere con giardini al coperto), il Museu de les Ciències (con molteplici attività interattive), l’Oceanogràfic (l’acquario più grande d’Europa, con più di 20.000 esemplari di 650 specie diverse), il Palau de les Arts (dedicato all’opera, alla danza, ai concerti sinfonici e ad altri spettacoli musicali) e l’Àgora (uno spazio polifunzionale che accoglie concerti e numerose attività).

Visitare tutti i singoli complessi probabilmente richiederebbe alcuni giorni, personalmente ho deciso di dedicare la mia visita esclusivamente all’Oceanografic, il cui biglietto di ingresso è scontato se avete acquistato la Valencia Tourist Card.

L’Oceanografic di Valencia è l’acquario più grande e suggestivo d’Europa, al suo interno possono essere contenuti oltre 45.000 esseri viventi appartenenti a 500 specie diverse e sono stati riprodotti i principali ecosistemi marini del pianeta, divisi nei diversi padiglioni che li ospitano.

La possibilità di vedere da vicino tantissime specie marine e la tipologia di architettura scelta per realizzare l’acquario vi faranno sentire quasi parte di questo ecosistema e vi verrà voglia di non andare via.

Il mio consiglio è non organizzare una visita frettolosa dell’Oceanografic, prendetevi il tempo di visitare tutto con calma e attenzione.

Considerazioni finali

Valencia è una delle città più belle d’Europa, l’ho trovata pulitissima, sicura, vivace ma educata, con un’atmosfera ed un approccio easy ma raffinato.

Ho amato fortemente i suoi contrasti, quella continua sospensione tra storia ed avanguardia, tra i colori ed il calore dei suoi quartieri più caratteristici e l’azzurro ed il bianco dell’acqua dell’avveniristica Città delle Arti e delle Scienze.

Ho amato l’attenzione e la cura verso il verde ed il fatto che mi è sembrata una città davvero adatta a tutti: dagli expat, alle coppie, alle famiglie con bambini ai giovanissimi in Erasmus.

Grazie alla collaborazione con Visit Valencia ho avuto modo di scoprire la città dai diversi punti di vista che la città può offrire.

Valencia è una città da scoprire, che non ha nulla da invidiare alle sorelle Madrid e Barcellona, anzi l’ho trovata a tratti anche più autentica e ben felice di tenersi strette la sua storia e le sue tradizioni.

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