I colori di Via Lincoln a Milano

di Erika

Sarà forse per la posizione, nella centralissima e affollatissima Piazza Cinque Giornate, sarà forse per la pace che ispira, ma Via Lincoln è senza dubbio il mio posto preferito a Milano.

Come sempre mi accade, per iniziare a conoscere una città, mi ci devo perdere (nel vero senso della parola) al suo interno.

Così ho scoperto Via Lincoln, perdendomici durante una pausa pranzo vicino a lavoro.

Via Lincon, anche detta “Villaggio Operaio di Via Lincoln” o “Quartiere arcobaleno”, è un agglomerato di casette dai colori vivaci, resi ancora piu’ belli dai minuscoli giardini che le circondano.

Appena entrati nella stretta stradina rimani subito colpita dall’ altisonante nome della Via, inciso su una pietra semi avvolta dalla vegetazione.

Hai letteralmente l’impressione di essere proiettata in un libro di favole. Le villette a schiera, ognuna di un colore diverso, si susseguono precise una accanto all’altra, facendoti dimenticare per alcuni istanti di essere nella città piu’ grigia, moderna e affollata di Italia.

L’atmosfera che si respira è quella dei piccoli paesi di provincia, lontani dai grattacieli e dai freddi palazzoni anonimi di città.

Così, se per un attimo chiudi gli occhi, vieni proiettata in una atmosfera surreale dove il tempo sembra effettivamente essersi fermato.

A rendere piu’ affascinante questo nascosto e bellissimo angolo di Milano è la sua storia.

Infatti Via Lincoln inizia a prendere vita (e colore) alla fine del 1800 quando alcuni operai, intenzionati a realizzare un  rione-isola felice  dove i suoi residenti potessero vivere serenamente in incantevoli casette a prezzi accessibili, si mettono all’ opera costituendo una cooperativa.

Il progetto dei romantici operai mira ad estendere il prototipo del quartiere arcobaleno in tutta la zona di Porta Vittoria (oggi sede del Tribunale e di una grossa fetta degli studi legali milanesi), costruendo un’ampia zona popolata da deliziose casette in pieno centro.

Nel corso degli anni, ogni residente ha iniziato ad impreziosire il quartiere, cominciando una sorta di sfida di vicinato finalizzata a trovare il colore più allegro per la facciata della propria abitazione e il giardino più curato e originale.

L’inizio delle due grandi guerre, però,  finisce per stravolgere i buoni propositi dei nostri operai romanticoni e il quartiere rimane arginato in via Lincoln.

Rimane il fatto che il suo essere un oasi in mezzo al deserto del  caos frenetico di Milano, oggi rende Via Lincoln il fiore all’ occhiello dell’architettura milanese ed il titolo di “Best Place in Milan” nella mia personalissima classifica.

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